Charles Leclerc seduto per un'intervista ritratto in una t-shirt blu su uno sfondo studio
Firma autografa di Charles Leclerc

Charles Leclerc

Pilota da corsa

4 min di lettura  |  18 giugno 2026

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Il giro tranquillo

Charles Leclerc è il tipo di persona che sembra essere costantemente in movimento: correndo, giocando a padel, a scacchi o sognando qualcosa di nuovo. Eppure, ha trascorso una vita a imparare non ad andare più veloce, ma a spegnere il motore.

Cosa passa per la testa a Charles Leclerc prima di addormentarsi? La risposta potrebbe sorprenderti: nonostante sia un pilota che insegue titoli mondiali da un continente all'altro, non pensa sempre alle corse.

“Corro da quando avevo tre anni e mezzo, e ho passato tante di quelle notti senza pensare a nient'altro che a gareggiare”, dice. “Ma sono anche molto creativo. Mi ossessiono molto rapidamente con le cose, con nuove passioni. Una settimana sarà il padel, quella dopo saranno la musica e il pianoforte”.

Nuovi stimoli arrivano quasi settimanalmente, e per la maggio parte non sono legati alla guida. Ma quando si accorge che il suo entusiasmo per tutte queste passioni, vecchie o nuove, inizia a tenerlo sveglio, si è allenato a fare qualcosa che sorprende, vista la sua personalità così attiva: dormire. “Il sonno è importante per me”, dice. “Così ho trovato il modo di spegnere il cervello il più possibile”.

Le corse sono solo l'inizio

La lista delle passioni di Leclerc è lunga e continua a crescere. Da bambino giocava a squash e tennis, poi, durante il COVID, vide per caso in un video su YouTube e iniziò a giocare a padel. “Appena abbiamo potuto uscire di casa, ho chiesto a tre amici di venire a provarlo con me, e mi è piaciuto moltissimo”. Poi ci sono il pianoforte e la musica, che definisce la sua forma più profonda di disconnessione dal mondo esterno, ruotando attraverso canzoni di Coldplay, The Kooks e The Strokes. “Quando mi concentro a suonare il pianoforte è quando riesco a disconnettermi di più”. Ha persino composto con il pianista francese Sofiane Pamart.

Leggere è un’altra passione di Leclerc, un’opportunità per ampliare le sue conoscenze. Il suo appetito per la lettura è vasto: libri sull’IA, sulla psicologia e, attualmente, su tutta la storia dell’umanità. Gioca anche a scacchi, un’abitudine che ha iniziato con suo nonno da bambino e che non ha mai abbandonato, per “la tranquillità della mente, e il fatto di pensare strategicamente”. Di recente ha provato Pilates, tanto per uscire dalla sua zona di comfort.

Sono un sacco di stimoli, il che è esattamente il motivo per cui riuscire a staccare conta così tanto.

Charles Leclerc fotografato durante la sua intervista a Eight Sleep Dreams

La disciplina del riposo

Leclerc attribuisce il suo successo all'aver imparato presto la disciplina del riposo, e all'averne fatto una priorità per tutta la sua carriera. A dodici anni, ha frequentato un centro di performance in Italia incentrato sull’allenamento sia fisico che mentale. “A quell'età conoscevo già l'allenamento fisico, ma quello mentale per me era completamente nuovo”.

Lì, è stato messo alla prova sulla concentrazione e sulle prestazioni mentali, e ha potuto vedere la differenza nei risultati quando era stanco. Ha compreso presto che il sonno di alta qualità è essenziale per le prestazioni, e non lo ha mai dimenticato. “Onestamente, è stata più una questione di fortuna che di consapevolezza”, dice. “Ho imparato da giovane e ne ho tratto un grande beneficio”.

In quel centro di allenamento ha anche imparato a usare le tecniche di respirazione, uno strumento che gli è ancora utile nelle notti in cui la sua mente si rifiuta di calmarsi. Non cancellano i pensieri, dice, ma li attenuano abbastanza da riuscire ad addormentarsi.

Fare del sonno una priorità lo ha liberato dall'avere un senso di colpa molto comune tra i performer di alto livello. Mentre altri si vantano di lavorare fino a tardi e alzarsi col sole, Leclerc ha sempre dichiarato di dormire dieci, a volte undici ore di fila, senza farsi problemi. “Non mi sento affatto in colpa. Mi piace davvero dormire.” Il tempo ideale, dice, è di circa otto ore, ma quando i suoi molti impegni lo portano in giro per il mondo il jet lag aggrava il suo debito di sonno. Quando è a casa, cerca di ripagarlo con un riposo costante e di alta qualità.

Charles Leclerc seated at a chess table on a sunlit terrace, hands clasped

“Non mi sento per niente in colpa. Mi piace molto dormire.”

Sette anni in cantiere

È stato questo punto di vista su riposo, prestazioni e recupero ad avvicinare Leclerc a Eight Sleep, prima come utente, poi come ambasciatore, poi come investitore. Il motivo è pratico. “Viaggio molto e sono a casa per pochissime notti, che però sono molto importanti per aiutarmi a tornare al 100%”. Il Pod ha anche risolto una questione specifica nella sua camera da letto. Con la moglie Alexandra non si sono mai messi d’accordo sulla temperatura: lui ha caldo e si strapperebbe di dosso le coperte, lei invece sente freddo e ci si vorrebbe avvolgere. Poter impostare ogni lato separatamente e continuare a dormire l'uno accanto all'altra, dice, “è probabilmente la migliore funzionalità del mondo”.

La partnership in sé è stata fortunata. Leclerc ha provato il Pod, lo ha adorato, e ha contattato il co-fondatore e CEO Matteo Franceschetti, italiano e appassionato di motorsport da sempre, per proporgli di fare qualcosa insieme. Si sono incontrati a Miami, ed è lì che Franceschetti gli ha raccontato il resto della storia: sette anni prima, quando l’azienda era molto più piccola, Eight Sleep era entrata in contatto con il manager di Leclerc e non ne era venuto fuori nulla. Leclerc non lo aveva mai saputo. “Sette anni dopo, sono stato io a contattare Matteo”, dice. “È una bella storia. Si vede che doveva succedere così”.

A convincerlo a mettere in gioco il proprio nome e i propri soldi è stato in parte il prodotto, così amato da lui e dalla moglie, ma anche le persone. Quando ha visitato il team di designer di Eight Sleep a San Francisco, è rimasto colpito dal fatto che un’azienda di quelle dimensioni riuscisse a rimanere agile: “La reattività della squadra, visto quanto è cresciuta l’azienda, è sempre stata qualcosa di notevole”.

Charles Leclerc fotografato per Eight Sleep

I sogni, e ciò che conta davvero

Fin da quando era ragazzo, Leclerc ha sempre avuto un sogno: “Diventare campione del mondo è ciò che ho sempre sognato e per cui ho sempre lavorato”.

Per qualcuno in cerca dello status di campione, le sue altre ambizioni sono sorprendentemente modeste. Desidera “una vita semplice, continuando a nutrire tutte le mie passioni”.

“In fin dei conti, la cosa più importante della vita sono le persone che ami”, dice Leclerc.

Charles Leclerc è pilota automobilistico, ambasciatore e investitore di Eight Sleep.

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